39 frecce.
Anche oggi
ho finito la mia quota.
Trovo sempre meno stimoli.
Ora mi limito a svegliarmi,
prendere la mia faretra,
sempre la stessa.
Ho fatto richiesta
per una nuova.
(Tre mesi di attesa.)
Quindi scocco i miei dardi.
Nulla più.
Meno male che non sono
al posto di Apollo.
Chissà quante volte
non avrei fatto sorgere il sole.
Stacanovista.
Il preferito del capo.
Ha pure fatto perdere il lavoro
a Elio...
Comunque, alla fine,
la responsabilità
non è mia.
La colpa è loro.
Sì...
i soliti esseri umani.
I primi tempi
ci credevo.
Le mie frecce
andavano sempre a segno.
Non le scoccavo a caso,
come spesso accade oggi.
Avevano un senso.
L'amore c'era.
Veramente.
Le coppie, poi,
restavano insieme
fino alla morte.
Poi era compito di Ade.
A proposito,
lo invidio davvero.
A lui nessuno lo controlla.
Gli esseri umani...
Sì,
devono sempre innamorarsi.
Questo è facile.
Poi?
Quante unioni ho seguito
dopo che li ho trafitti!
L'ho detto:
prima ci tenevo al mio lavoro.
Tuttavia,
tutto è cambiato.
Ho visto i silenzi
durante le passeggiate.
Però la mano, sì,
quella se la tengono sempre.
Anche in estate.
Che coraggio!
Poi le foto,
in ogni dove.
«Vita mia, ti amo».
E attendono i like!
I like!
Per Zeus, è di fianco a te!
E io spreco una freccia
(d'oro)
per questo?
Il «ti amo»
è un «per sempre»
finché dura.
A me cosa è rimasto?
Qualche tempio,
certo.
Sicuramente ne ho più di Ares.
Chissà se poi
ha continuato la terapia
dopo che ha ucciso l'ennesimo dottore.
È un po' che non lo vedo in giro.
Poi mia madre.
Sempre lei.
Sempre bella.
«Trovati una brava».
E poi fare la fine
degli sciocchi umani?
Ribadisco...
Io ci credevo.
Volevo che l'amore
potesse essere più forte
di parole non dette,
di incomprensioni prolungate.
Ma forse
ho smesso di credere
nelle mie frecce.
È solo un lavoro, dopotutto.
Ora torno a casa.
Stasera
si esce
con Ermes.
Lui sì che mi piace.
Certo,
indossa scarpe di pessimo gusto.
Il solito locale.
Oggi il gioco
degli incontri veloci.
Ironia davvero amara.
Una donna si siede
davanti a me.
«Piacere, sono Psiche».
Non promette nulla di buono